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Domande frequenti

Il Percorso di studi

L’accesso al Corso di Laurea Triennale in Fisica è libero.  Tuttavia, è previsto il superamento di un test per l’accertamento dei requisiti minimi (TARM) erogato attraverso il TOLC (Test Online di CISIA) di area scientifica (TOLC-S). La prova è obbligatoria e serve a valutare la preparazione di base dello studente.

Maggiori informazioni sono disponibili alle pagine web:

Vi sono numerose esperienze di studenti lavoratori. Il supporto che il Corso di Laurea fornisce agli studenti lavoratori è duplice:  

  • messa a disposizione del materiale didattico in versione integrale sui portali CampusNet e Moodle, grazie alle nuove modalità di insegnamento introdotte nel periodo COVID; nella maggior parte dei casi, il materiale include le registrazioni complete delle lezioni;
  • precedenza nella scelta dei turni delle attività di laboratorio rispetto agli studenti non lavoratori.

Si riproducono misure di grandezze fisiche relative ai corsi generali dell’anno corrispondente (ad esempio: misure di dinamica o calorimetria al I anno, fino a misure di fisica nucleare o di fisica della materia al III anno). Gli studenti, divisi in gruppi e turni, imparano l’uso della strumentazione ed eseguono le misure, procedendo quindi ad un’analisi statistica dei risultati ed alla redazione di una relazione da consegnare ai docenti a fine corso.

La Matematica è il linguaggio della Fisica, quindi i corsi di Matematica sono indispensabili nel Corso di Studi in Fisica.

I corsi obbligatori di Matematica nella Laurea Triennale in Fisica corrispondono ad 1/5 dei CFU (36 su 180). Questi corsi sono concentrati soprattutto nel primo e secondo anno, mentre diminuiscono negli anni successivi.

Certamente. I programmi di scambio Erasmus per studio sono attivati come in altri Corsi di Laurea. Particolarmente interessanti sono anche i programmi Erasmus Traineeship per ricerca, che permettono di trascorrere da 2 a 6 mesi in laboratori e centri di ricerca europei e guadagnare contestualmente 6 CFU di tirocini curriculari.

Il confronto tra questi due corsi di studio può essere fatto nel contesto della laurea triennale, poiché Ingegneria Fisica è un corso di studi triennale.

Il corso di studi triennale in Fisica ha l’obiettivo di fornire allo studente gli strumenti necessari alla comprensione delle leggi della natura. Lo studente apprende le leggi fisiche che regolano i più diversi fenomeni naturali, dalle scale microscopiche alle scale macroscopiche. In questo processo, lo studente fa proprio il metodo scientifico, sia induttivo che deduttivo, che ha permesso di formulare tali leggi. Nel corso degli studi, lo studente gradualmente acquisisce la capacità di affrontare e risolvere i problemi più diversi.

Questo fa sì che il laureato in Fisica si distingua per la capacità di affrontare problemi nuovi e complessi, in campi anche diversi dalla Fisica.

Il corso di studi triennale in Ingegneria Fisica ha invece l'obiettivo di sviluppare una figura professionale che unisca le caratteristiche, gli approcci e le modalità operative dell'ingegnere e quelle del fisico. Questo corso di laurea risponde ad una specifica esigenza degli ambienti industriali maggiormente dipendenti dallo sviluppo e produzione di dispositivi o sistemi per applicazioni tecnologiche avanzate.

Dopo la Laurea

Il Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino ha molte linee di ricerca attive, tutte nell’ambito di collaborazioni internazionali che coinvolgono Università, centri di ricerca e laboratori esteri.

Diventare ricercatore in Fisica è una possibilità concreta, anche se richiede un percorso di formazione piuttosto lungo ed articolato. Dopo la laurea Magistrale, è necessario conseguire un Dottorato di Ricerca in Fisica, un percorso di formazione di terzo livello che ha durata di tre o quattro anni, a seconda delle nazioni. L’accesso al dottorato avviene tramite concorso. Durante il percorso del dottorato lo studente sviluppa un progetto di ricerca in modo indipendente, ma sotto la supervisione di un docente; percepisce una borsa di studio ministeriale, o elargita da enti di ricerca, che gli permette di essere economicamente indipendente.

Dopo il conseguimento del titolo di Dottore di Ricerca, il fisico può concorrere per posti da ricercatore post-dottorato presso università o enti di ricerca italiani o esteri. Queste esperienze si protraggono per alcuni anni, nell’arco dei quali il ricercatore lavora tipicamente presso diversi istituti e in diversi gruppi di ricerca, raggiungendo la sua completa indipendenza scientifica. Può quindi concorrere per posti da ricercatore o da docente a tempo indeterminato presso università o enti di ricerca, italiani o esteri. Tipicamente, oggi il lasso di tempo che intercorre tra il conseguimento del dottorato di ricerca e l’ottenimento di un posto a tempo indeterminato varia dai 5 ai 10 anni, a seconda delle nazioni.

In Italia, indicativamente, degli studenti immatricolati in un dato anno accademico, diventano ricercatori o docenti, presso Atenei o Centri di Ricerca italiani o esteri, il 3-4% circa.

Degli studenti che riescono a superare le selezioni per iscriversi ad un dottorato di ricerca, diventano ricercatori o docenti, presso Atenei o Centri di Ricerca italiani o esteri, il 30-50% circa.

Tutti gli altri svolgono la loro professione di fisico in svariati settori della società e dell’economia quali, ad esempio, l’istruzione, la sanità, la finanza, la divulgazione scientifica, la protezione ambientale, l’elettronica, le telecomunicazioni, la meccanica, le biotecnologie, ecc.

Si consideri che in molti enti privati o aziende che operano nei settori sopraindicati esistono divisioni di ricerca e sviluppo nelle quali i fisici operano come ricercatori.  In tale ambito, è ampiamente apprezzata la preparazione dei fisici in termini di conoscenze matematiche, fisiche, metrologiche e di rigore metodologico, che rappresentano gli obiettivi formativi del corso di laurea in Fisica.

Il corso di Studi in Fisica è certamente il più indicato. E’ l’ unico che garantisca una solida preparazione in meccanica quantistica.

E’ vero che per molte applicazioni della meccanica quantistica alla computazione sono necessarie solo

le conoscenze di base della teoria, ma è chiaro che un fisico ha una marcia in più. I bit quantistici (quantum bits o “qubits”) vengono codificati usando svariati supporti fisici, quali ad esempio fotoni polarizzati, elettroni, microcorrenti in superconduttori, trappole a ioni, ecc., e lo studio sia teorico che sperimentale di questi supporti e delle loro interazioni è un naturale “terreno di gioco” per un laureato in fisica. Rimane comunque molto importante l’apporto di informatici, matematici, tecnici dei materiali, ingegneri.

Segnaliamo che l’offerta formativa del Dipartimento di Fisica include, oltre alla Laurea Magistrale in Fisica, anche la Laurea Magistrale in Sistemi Complessi. In seno a questo corso di studi, viene offerto un corso di “Computazione quantistica”.

Sì. Sia per le scuole secondarie di primo livello (medie) che per le scuole secondarie di secondo livello (superiori), la Laurea Magistrale in Fisica dà accesso alle classi di concorso riportate nel seguente elenco:

A-20 (Fisica), A-26 (Matematica), A-27 (Matematica e Fisica), A-28 (Matematica e Scienze), A33 (Scienze e tecnologie aeronautiche), A40 (Scienze e tecnologie elettriche ed elettroniche), A41 (Scienze e tecnologie informatiche), A43 (Scienze e tecnologie nautiche) e A47 (Scienze matematiche applicate).

Tale elenco è anche reperibile sul sito del MIUR e su altri siti web dedicati all’insegnamento.

L’accesso ai concorsi per l’insegnamento nelle classi sopraelencate è però subordinato al conseguimento di 24 CFU in ambito antropo-psico-pedagogico e di metodologie e tecnologie didattiche.  Per gli Atenei piemontesi il Centro Interateneo CIFIS si occupa del percorso formativo per conseguire questi CFU. 

Se si desidera inserirsi nel mondo dell’insegnamento, è possibile ottenere questi 24 CFU durante il percorso della Laurea Magistrale. Ai fini del conseguimento dei crediti, si può seguire uno tra i corsi “Storia della Fisica” e “Metodologie e tecnologie didattiche in Fisica”, offerti agli studenti della Laurea Magistrale in Fisica. Alternativamente, i 24 CFU possono essere  conseguiti successivamente al conseguimento della Laurea Magistrale. Ulteriori informazioni

Le classi di concorso sopra indicate sono caratterizzate da graduatorie che scorrono con velocità maggiore rispetto a quelle di altre classi di concorso, a causa del fatto che il numero di laureati in Fisica e Matematica è minore che in altre discipline.

Il C.d.S. di Fisica ha attivato due corsi etichettati “24 CFU”, riconoscibili ai fini del percorso CIFIS. Sono i corsi di Storia della Fisica e Metodologie e Tecnologie Didattiche in Fisica.

Questi corsi sono riconoscibili: questo implica che lo studente deve aver sostenuto l’esame Prima di iscriversi al CIFIS. L’iscrizione è al percorso CIFIS “con riconoscimento crediti”.



Per ulteriori domande sul Corso di Studi in Fisica scrivi a fisica-redazione@unito.it.

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Ultimo aggiornamento: 04/07/2022 12:55